Posts Tagged ‘cina’

Ecco il primo video dello Xiaomi Phone: caratteristiche e informazioni!

Direttamente dalla Cina, ecco il nuovo avversario dell’ iPhone! Forse è un po’ esagerata come affermazione…ma questo nuovo Xiaomi Phone sta suscitando l’ attenzione di molte persone. Sarà per la rom MIUI montata sullo smartphone, sarà per le caratteristiche che l’ allontanano dai soliti modelli cinesi, questo modello risulta essere “innovativo”.

Ecco le sue caratteristiche finora note:

  • processore dual-core da 1.5GHz
  • 1GB di RAM
  • 4 GB di ROM
  • display LCD da 4 pollici
  • GPS
  • GLONASS
  • batteria 1900 mAh

Ma non finisce qui: altra caratteristica da poco rivelata, è la presenza di una doppia partizione all’ interno dello smartphone. Questo darà la possibilità di installare diverse rom contemporaneamente! E questa caratteristica piace parecchio, soprattutto agli smanettoni cinesi.

Ecco il primo clone dell’ iPhone 5: video!

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia di un primo clone dell’ iPhone 5: la cosa incredibile non è tanto la velocità con il quale hanno clonato questo device “ancora sconosciuto”, ma il peso che ha avuto quest’ uscita!

Infatti, questo clone ha suscitato la curiosità di molti…le linee del clone assomigliano molto a quelle che ci si aspetta per il melafonino originale Apple e molti si chiedono se il prossimo modello possa assomigliare a questo!

Per i più curiosi, ecco un video che mostra questo clone made in Cina.

Niente più lavoro forzato…prigionieri cinesi condannati ai più redditizi giochi forzati!

Conoscete World Of Warcraft? Bhè, se non lo conoscete vi dico che è un dei più famosi MMPORG online, un gioco che ha avuto e ha ancora oggi un successo planetario. Sono davvero numerosissimi gli utenti impegnati in combattimenti e quest per far salire di livello il loro personaggio!

Ma il giornale Guardian, grazie ad un’ intervista ad un ex carcerato cinese, ha svelato una notizia davvero incredibile: in Cina, i prigionieri sono costretti a giocare online per scontare i crimini commessi.

Niente lavori forzati…il gioco online fa guadagnare di più: oltre 12 ore al giorno di gioco forzato, secondo Liu Dali, che permettono alle guardie carcerarie di accumulare crediti sui server di vari giochi in rete. Questi vengono poi convertiti in denaro reale con ricavi medi che si aggirano intorno alle 500 sterline al giorno!

Liu Dali ha visto oltre 300 prigionieri costretti a giocare per 12 ore continuative al giorno con i computer della prigioni costantemente occupati. All’ inizio di ogni turno, viene stabilito l’ obiettivo da raggiungere e se non viene raggiunto, scatta automaticamente una punizione fisica.

Per il momento, sembra anche che questa usanza sia diffuso in un numerosi carceri…quindi non si tratta di un caso isolato. Le carceri cinesi si sono trasformate in piccole miniere d’ oro virtuale.

Blocco GMail in Cina: Google denuncia la censura

Gli utenti GMail in Cina non possono incolpare Google dei rallentamenti e malfunzionamenti che affligono il servizio email nel loro paese: Google, infatti, annuncia un nuovo blocco di Gmail in Cina. nuovamente penalizzato e pesantemente rallentato, se non addirittura reso irraggiungibile dagli hacker sguinzagliati dal Governo.

Attualmente Gmail è bloccato a tempo indeterminato e con esso la libertà online in Cina…

Riutilizzare le cabine telefoniche: progetto per la diffusione del WiFi in Cina

Con la diffusione dei telefoni cellulari, ormai le cabine telefoniche stanno diventando un lontano ricordo. Ma invece di smantellarle per sempre dalla circolazione, in Cina si è pensato ad una trasformazione delle cabine in Hotspot Wi-Fi.

In un mondo nel quale l’economia gira sempre più intorno ad Internet, questa potrebbe essere la mossa definitiva. Stiamo già effettuando un enorme cambiamento che ci ha portato ad usare Internet nei luoghi pubblici quali parchi, bar, ristoranti, impianti sportivi e via dicendo. Pensate se ora, grazie alla trasformazione delle cabine telefoniche in Hotspot, ogni persona possa collegarsi ad internet gratuitamente in qualsiasi posto si trovi…..

Fonte: http://www.bluranocchio.com

Skype illegale in Cina

La Cina, oltre ai problemini passati con Google, si fa nuovamente sentire rendendo illegale Skype, noto servizio VoIP, e tutti i suoi simili. Le motivazioni sono da considerarsi alquanto inique: tramite Skype, i delinquenti si scambiano informazioni senza essere intercettati. Infatti personalmente immagino la faccia un ladro che mette a punto gli ultimi particolari di un colpo con i suoi complici tramite una videochiamata o peggio, la faccia di un Osama Bin Laden che saluta i suoi amici terroristi prima di partire per un lungo viaggio. Piuttosto che bandire servizi come Skype, dovrebbero essere aumentati i controlli della polizia!

Minacce per Android: virus Geinimi

Android si è ammalato! Il colpevole si chiama Geinimi e, secondo alcune rivelazioni, è una delle minacce più potenti per gli smartphone Android e sta colpendo già numerosi smartphone presenti in Cina con sistema operativo Android. Il suo metodo d’attacco colpisce gli sprovveduti in un certo senso: proviene da applicazioni scaricate da siti “alternativi” all’Android Market.  Geinimi si infiltra nello smartphone captando subito la posizione, il codice IMEI, la rubrica delle applicazioni e i dati della SIM, inviandoli simultaneamente ad uno o più server remoti non ancora individuati. Quindi state bene attenti a quello che acquistate e soprattutto dove l’ acquistate! Magari correte a i ripari utilizzando appositi antivirus e per chi non lo sapesse, si esistono antivirus anche per gli smartphone.

La Cina dietro l’ attacco a Google?

Wikileaks ha rilasciato informazioni anche su avvenimenti del mondo del web: il sito ha infatti rilasciato documenti che contengono scottanti verità su un fatto che ha scatenato non pochi problemi a livello politico: gli attacchi mirati contro Google e altre aziende USA operanti in Cina. Nella documentazione, infatti, è presente una nota: l’ attacco cracker di gennaio è tutta opera della Cina.
I sospetti già al tempo ricaddero sul governo cinese e in primis Google, uno tra i gruppi più duramente colpiti, affermò che si trattava di un attacco mirato e di alto livello, un accesso ai server che, partendo da Gmail, metteva in pericolo i dati personali archiviati in Cina. Il risultato è stata la rottura dei rapporti e l’abbandono di Google.cn.

Adesso, questi documenti rilasciati, non fanno altro che confermare quelli che erano semplici rumors, facendo nascere un caso internazionale: un contatto cinese ha confermato all’ambasciata USA a Beijing che il Politburo cinese ha attivamente orchestrato la campagna d’attacco contro le aziende USA e che quindi dietro l’affair Google ci siano direttamente i vertici delle istituzioni del paese.
La Cina ovviamente nega tutto: «Le accuse per cui il governo cinese avrebbe partecipato a qualsivoglia cyberattacco, sia in modo esplicito che in modo non esplicito, sono senza fondamento e mirano a denigrare la Cina. Ci opponiamo con forza a ciò».